Austero e forte è il volto del Padre,
lui siede e il giusto dall'ingiusto giudica.
Le nostre vite, le brevi e le lunghe, lui osserva
E tutti i bambini lui ama.
Il dono della vita concede la Madre,
e ogni vita lei protegge.
Il suo sorriso gentile a ogni dolore pone fine,
e tutti i bambini lei ama.
Di fronte all'avversario si erge il Guerriero,
e dovunque noi andiamo lui ci sorveglia.
Con la spada e lo scudo, con la lancia e con l'arco,
e tutti i bambini lui protegge.
Antica e saggia è la Vecchia,
e il dipanarsi del nostro fato lei guarda.
La sua lampada di oro vivido lei innalza
E tutti i bambini lei guida
Giorno e notte lavora il Fabbro,
per più giusto rendere il mondo degli uomini.
Con martello e aratro e chiaro fuoco,
e per tutti i bambini lui costruisce.
Danza attraverso il cielo la Vergine,
nel sussurro di ogni amante lei vive.
Volare agli uccelli insegna il suo sorriso,
e a tutti i bambini i sogni lei concede.
I Sette Dei che tutti noi hanno creato,
ascoltano se noi le invochiamo.
Così gli occhi chiudete,e mai voi cadrete,
ché tutti voi loro vedono, bambini.
Orsù gli occhi chiudete, e mai voi cadrete,
ché tutti voi loro vedono, oh bambini.
Un orso c'era, un orso, un orso!
Tutto marrone e nero, tutto coperto di pelo…
…L'orso, Oh vieni! Gli dissero in coro,
Oh, vieni dalla fanciulla dai capelli d'oro!
Com'è bella…Ma sono un orso, rispose la belva.
Tutto marrone e nero, tutto coperto di pelo…
E lungo la strada di villaggio in villaggio, di villaggio in villaggio,
tre ragazzi, un caprone, e un orso vestito da paggio.
Danzò e volteggiò per tutta la strada,
saltò e ballò con un abito strano.
E arrivò dalla bella dai capelli di grano,
i capelli di grano.
Oh dolce era lei, pura e con gli occhi belli,
la fanciulla con il miele nei capelli.
I capelli, i capelli. La fanciulla con il miele nei capelli.
Annusò essenze profumate, nell'aria dell'estate
Annusò e ruggì e lo sentì il dolce profumo del miele, nell'aria della sera.
Oh io sono una fanciulla, sono pura e bella!
Mai danzerò con un orso peloso!
Un orso, un orso!
Mai danzerò con un orso mostruoso!
La sollevò alta nell'aria della sera,
l'orso, l'orso, la fiera!
Un cavaliere armato avevo chiamato.
Ma tu sei un orso, un orso,
tutto marrone e nero, tutto coperto di pelo…
Scalciò e urlò la fanciulla dagli occhi belli,
ma lui le leccò il miele dai capelli!
Dai capelli! L'orso le leccò il miele dai capelli!
Poi lei sospirò e berciò e scalciò
su nell'aria della sera!
Mio orso, così splendido e forte.
E andarono via, di villaggio in villaggio,
la fanciulla dal profumo di miele e l'orso vestito da paggio!
Ooooh, sono l'ultimo dei giganti,
il mio popolo non è più su questo mondo.
L'ultimo dei grandi giganti delle montagne,
che alla mia nascita dominavano tutto il mondo.
Ooooh, il piccolo popolo ha rubato lei mie foreste,
mi ha rubato le colline e i fiumi d'argento.
E hanno costruito una grande muraglia attraverso le mie valli,
e pescato tutti i pesci dai torrenti.
In sale di pietra bruciano i loro grandi fuochi,
in sale di pietra forgiano le loro acuminate lance.
Mentre solo io cammino nelle montagne,
con la sola compagnia delle mie lacrime.
Con i cani mi danno la caccia nella luce del giorno,
con le torce mi danno la caccia nel buio della notte.
Perché questi uomini sono piccoli e mai potranno ergersi,
mentre i giganti ancora camminano nella luce.
Ooooh, io sono l'ultimo dei giganti.
Perciò imparate bene le parole del mio canto.
Perché quando io sarò andato, anche il canto svanirà,
e a lungo, molto a lungo, il silenzio durerà.
La moglie del dorniano era bionda come l'oro
e più caldo della Primavera era il suo bacio.
Ma la lama del dorniano era acciaio nero,
e terribile era il suo bacio.
La moglie del dorniano cantava facendo il bagno,
dolce come una pesca era la sua voce.
Ma la lama del dorniano cantava la sua canzone,
freddo come una sanguisuga era il suo morso.
Mentre al suolo giaceva, con le tenebre attorno,
e il sapore del sangue sulla lingua,
i suoi fratelli furono accanto a lui, e per lui pregarono,
così lui rise e sorrise e per loro cantò:
"Fratelli,oh fratelli, i miei giorni sono alla fine,
la mia vita ha preso la lama del dorniano.
Ma questo nulla importa, che tutti gli uomini devo morire,
e gustato io ho la moglie del dorniano!"
E chi sei tu, disse l'orgoglioso lord,
che così in basso io devo inchinarmi?
Solo un gatto con un altro pelo,
questa è l'unica verità che conosco.
Pelo d'oro o pelo rosso,
un leone artigli ancora ha.
E i miei sono lunghi e affilati, mio lord
Lunghi e affilati come i tuoi
Così lui parlò, così lui parlò,
il lord di Castamere.
Ma ora le piogge piangono nella sua sala,
senza nessuno a udire quel pianto.
Sì, ora le piogge piangono nella sua sala,
senza una sola anima a udire quel pianto.
Lui cavalcò lungo le strade della città
Scendendo dalla sua alta collina
Giù per le curve e i gradini e le pietre
Lui cavalcò al sospiro di quella donna
Il suo segreto tesoro era lei
La sua vergogna e la sua benedizione
A nulla valevano una collana e una fortezza
A confronto del bacio di quella donna
Sempre fredde sono le mani dell'oro,
sempre calde sono quelle di una donna.